Australiati BikeTour 2007 – Passau.Vienna

Pensavamo che fosse difficile con gli zaini ma….

12/08/2007 10.33.00
Cavolo, pensavamo che partire con un minimo di bagaglio con gli zaini fosse difficile ma con le bici è folle.
Praticamente ti devi portare le mutande contate (1 paio…. per 10 giorni…. magari quelle di più via), calze, magliettine, giacchetto, e tutto l’occorrente in tre minuscole sacchette da bici, un TETRIS infernale.
Rimpiangiamo gli amati zaini!!!
Comunque alla fine ci siamo riusciti e siamo pronti alla partenza.
O meglio dobbiamo ancora fare l’ultimo incastro, forse quello più assurdo: 4 bici sul tetto di una macchina… secondo me dovremo portarle via a pezzi e poi darle in pasto ad un meccanico in germania che ce le rimonti.

Quando tutto ha il suo peso!!!!

Dodici ore di macchina…

13/08/2007 00.01.00
e alla fine siamo arrivati, tra fermate, soste, pause, e altro siamo riusciti ad arrivare a passau. La giornata in macchina è stata faticosa me slendida, nemmeno un minuto di fila, tempo splendido, e bagaglio tutto a posto. La pensione di passau è veramente carina e soprattutto lindissima, immacolata. Non vediamo l’ora di partire domani mattina.

La partenza

14/08/2007 12.54.00
Abbiamo dormito come fossimo in letargo, eravamo veramente cotti dal viaggio. Andiamo a fare colazione e troviamo già Davide e Marianna davanti al buffet. C’è proprio di tutto e mangiamo come sprocedati senza ritegno. Convinco Davide a sparasi anche panini con affettato oltre la solita marmellata… mi da retta… anche troppo. Anche Chiara e Marianna si danno da fare. Viene fuori che stanotte, prima di andare a letto hanno fatto la doccia con il detersivo per i panni, confondendolo con il doccia schiuma. Davide si sente tutto cotonato… speriamo non gli si infeltriscano i capelli o non si ritiri…(forse quello sarebbe un probelma per marianna).
Iniziamo a cercare parcheggio per la macchina, cosa semplice pensiamo, inve non ci capiamo nulla, la macchina con le bici sopra non entra sui parcheggi coperti ed i sensi vietati ci fanno fare il girotondo diverse volte. Alla fine il tomtom ha la meglio e ci trova un parcheggino gratuito niente male, l’unico problema sarà per il ritorno…. è in cima ad una salita da cronoscalata.
Scarichiamo le bici, le controlliamo, carichiamo i bagagli, salutiamo la macchina e via verso il danubio.
La giornata è meravigliosa caldo e soleggiato, meglio di così non si può. Sin da subito ci rendiamo conto del livello delle ciclabil austriache e tedesche …. assolutamente perfette e bellissime, con paesaggi mozzafiato.
Ci fermiamo a mangiare in un paesino bellissimo, OBERNZELL, che lo raggiungiamo con un tipico traghetto in legno, uno dei tanti che collega le due sponde del Danubio. Mangiamo troppo e capiamo che in Austria, pure andando in bici, non dimagriremo nemmeno di un grammo.
La ciclabile continua attraverso boschi, vallate, paesaggi da fiaba, e chioschetti dove poter fermarsi a prendere qualche cosa da bere od un buon gelato al tepore del sole.
Incontriamo pochissime persone per strada e nemmeno mezza macchina, tutto fila via liscissimo, anche troppo e per fortuna ci pensa Marianna a farci tenere sempre allerta con la sua andatura molto pericolosa. Davide cerca di fare il suo angelo custode avvertendola in anticipo di quello che deve e non deve fare… ma non sempre (anzi quasi mai) ci riesce. Ci siamo fermati infine a dormire (e mangiare) in un posto troppo bello, incastonato tra montagne e Danubio, circondati dal nulla e senza il minimo rumore di macchine e altri mezzi a motore, una cosa paradisiaca.
Dopo una bella ciucca con sidro fatto in casa andiamo tutti a dormire, domattina si parte alle 7.00 in punto!!!

La partenza… molta tensione ed eccitazione

Secondo Giorno, la tappona!!!

16/08/2007 9.05.00
La notte è stata tipo una guerra… alle zanzare, poi mettici anche il fattto che siamo andati a letto alle 21.00, orario in cui a casa ancora stiamo cucinando per cena, non è stato il massimo.
Eccoci al secondo giorno, sveglia ore 6.30 e colazione ore 7.00 in punto, tutto preciso tranne che quando arriviamo nella sala per la colazione… ancora tutti dormivano, si affaccia in modo inquietante il cuoco che ci dice… COLAZIONEN 7.30!!! Ok aspettiamo e usciamo fuori per vedere com’è la giornata… meravigliosa ancora più di ieri, serenissimo con una leggera nebbiolina sopra il danubio, veramente scenico, l’unico problema la temperatura, da ibernazione immediata.
Poi ci chiama il cucoco che era tutto pronto.. e via colazione austriaca, 4 panini col prosciutto a cranio, fette con marmellata caffe, latte e succo di frutta… siamo già gonfi come 4 rospi.
Carichiamo tutti i bagagli, rituale che già diventa più veloce.
Partiamo, tutti bardati con felpe e seguiamo il lato del Danubio consiogliato dalla guida… ma iniziano le prime imprecazioni nei confronti dell’autore, il nostro lato è in completa ombra, un gelo. Per fortuna il ritmo della marcia e le continue riprese per impedire che Marianna si schianti in un frontale con qualcuno ci tengono in vita.
Arriviamo nei pressi di un castello prendiamo il battello per andare dall’altra parte del danubio per salire fino in cima e visitare le sue torri, n ci rendiamo conto che la distanza è troppa quindi DOBBIAMO per forza riprendere il battello che non si sà perchè si era infrattato e non arrivava più.
Di nuovo in marcia sempre più assolati e contenti del caldo che ci invadeva. arrivati nei pressi di un paesino ci fermiamo da un meccanico per mettere a posto il cavalletto di Marianna che lo stava perdendo. ci compriamo anche i copri bagaglio professionali, visto che avevo rimediato con teli di plastica e cinghie modello “napoli è bella” e due selle in gel da viaggio per le donne “PARA PASSERA”.
Ci fermiamo subito dopo a pranzare e mangiamo come se ci dovessimo ingrassare per fare i prosciutti.
Ripartiti un pò rincoglioniti dalla birra e dal cibo il percorso ci appare totalmente in salita, cosa impossibile visto che siamo lungo il danubio, sicuramente un pranzetto più leggero avrebbe fatto meglio.
La strada continua fino a linza tra paesaggi da favola e Marianna che per poco la prende sotto il treno che inizia a suonare come un forsennato per evitare l’attraversamento dei binari senza minimamente guardare. Arrivati a Linz decidiamo di non fermarci e proseguire, siamo già a quota 60 Km.
Prenotiamo per telefono due camere, visto che arriveremo tardissimo con la preoccupazione sia di non trovare aperto per cena (visto che cenano verso le 18) e per non aver chiesto il prezzo dell’alloggio.
Gli ultimi km per arrivare sono durissimo, non tanto per le gambe quanto per le chiape & co. e poi non passano mai, per fortuna il parco intorno a Linz e’ meraviglioso, rimaniamo senza parole per la cura, la pulizia ed il verde.
All’arrivo siamo fortunatissimi, l’alloggio costa poco ed e’ meraviglioso, troviamo la cena da una buffissima signora dove si mangia da Dio e andiamo a letto felici e contenti.

calze in stile terrazze di napoli

Di mattina infreddoliti

Noi ed il Danubio

Eccoci arrivati a Linz

Mautausen

16/08/2007 9.10.00
Appena alzati ci rendiamo conto che la giornata è splendida e ci mettiamo a fare colazione all’aperto in compagnia di un cagnolone bellissimo e comedice davide con una educazione tutta austriaca. Anche stavolta mangiamo l’impossibile per accumulare il più possibile par la giornata constringendo anche Marianna a mangiare oltremodo.
Partiamo a malincuore perchè il posto è veramente carino ma stamattina ci attende l’escursione a Mautausen, il campo di concentramentro nazista.
Per arrivarci la strada inizia essere in salita ma questo lo sapevamo già, quello che non sapevamo è che dopo poco inizia proprio una rampicata paurosa che facciamo tutti con sforsi disumani visto il peso dei bagagli.
Comunque lo sfinimento per arrivare fin qua sembra già preannunciare il posto. Anche il tempo si fa cupo e in un attimo è tutto coperto dando al campo di concentramento un’aspetto ancora più tetro.
Non sappiamo bene ancora quello che ci aspetta e ci fanno vederee un film di 45 minuti sul campo e quello che andremo a vedere e vi assicuro che non poi la volgia di visitarlo già vi passa.
L’entrata e spaventosa e l’atmosfera del posto carica di sensazioni, rumori e immagini terrificanti. Ci sono le baracche dove dormivano i deportati, e carceri, le torrette delle SS, il filo spinato ad alta tensione, insomma tutto è più o meno rimasto come ad allora.
Poi entriamo nelle celle dove da prima c’è un grosso museo che racconta con foto, documenti dell’epoca e oggetti di allora (come gas, siringhe, vestiti ed altro) le atrocità che venivano fatte.
Il dramma è quando si arriva nella parte dei forni crematori, li ti puoi veramente sentire male, è troppo forte l’impatto emotivo di un posto come questo, ma in special modo la camera a gass dove venivano sterminate di continuo decine di persone in gruppo; qui dentro questa stanza non puoi fare a meno di commuoverti o di sentirti male come succede a tante persone che devono uscire di corsa. E’ un posto infernale, un vero girone dell’inferno. Poi continuando ci sono le stanze con i tavoli dove estraevano i denti, gli orani e quant’altro ai cadaveri e li un altro forno crematorio. PAZZESCO.
SConvolti da questo posto ci vuole parecchio prima che riprendiamo il via con le bici e la cosa assurda che da li a pochi minuti di marcia il cielo si riapre, come un segno che stiamo lasciando un luogo dove sono state commesse atrocità che l’uomo non dovrebbe più nemmeno lontanamente immaginare di rifare.
Ci fermiamo a pranzare in extremis visto che sono le due e poco più tardi le cucine chiudono.
Ripartiamo con tranquillità, visto che siamo riusciti a prenotare due zimmer per stanotte da una signora che non parlava altro che tedesco e per fortuna Marianna con le quattro parole rimembranti dalle scuole siamo riusciti in due round a prenotare.
Passiamo paesi da favola con piante enormi di melee prugne contornate da un verde scintillante, fiori coloratissimi ed un cielo profondamente azzurro.
Il paese dove dormiamo è una chicca, molto carino l’unico prolema è stata la salita per arrivare fino alle zimmer… an’altra salita folle che a fine serata si fa sentire tutta.
Poi passeggiata notturna per cercare il ristorante per cenare, fortunatamente qui chiuduno alle 10, e poi via, si va tutti a nanna.

Davanti alla bellissima pension

A spasso per i paesetti

Una bella rinfrescata ai piedi

Gli invincibili

Siamo a quota 200 Km

18/08/2007 08.44.00
Ci alziamo e a turno andiamo al bagno, visto che ce l’abbiamo in comune noi 4, quindi putroppo il più sfigato è l’ultimo che si becca la puzza degli altri 3.
Colazione eccezionale, enorme, con tutto e di più in quantità veramente folle tanto che io e Davide, i due soliti sprocedati, mangiamo così tanto che il cibo ci si intopperà per tutto il giorno sullo stomaco.
Partiamo e ci fermiamo subito dal meccanico delle bici per una messa a punto ed acquistare altre due solite cavolate che ci vengono in mente.
La tappa oggi è un puro spostamento in bici senza molte cose da vedere, alcuni paesini, lungo fiume. Tutto è reso molto più bello dalla giornata assolatissima. Non essendoci cose interessanti da vedere sono arrivate cose che ci hanno tenuto allegri come, il freno della bici di Chiara bloccato, I bulloni persi e sostituiti da fascette delle bici di Davide e Marianna, un mega insetto spappolato nell’occhio di Chiara, ed un inquietante rumore alla mia bici mentre pedalo… insomma tutte cosette molto simpatiche.
Comunque la giornata di oggi è memorabile per le cadute delle bici. La più rovinosa è quella della mia bici che ha fatto filotto distruggendo le altre 3, tra carterspaccato, spugna al manubrio rotta e tutta l’elettronica di Davide apparecchiata sull’asfalto.
Una nota dolente, nel vero senso della parola è proprio il culo, specialmente quello mio e di Davide, che sono praticamente distrutti, il mio con le piaghe laterali, quello di Davide da sfregamento.
Davide si è comprato al supermarket una quantità industriale di borotalco ed ha iniziato ovunque si trovi a ripempirsi il culo di manciate di borotalco diventando completamente bianco dapprima le mani, poi i ciclisti, il sellino, la maglia, un vero casino. Sembrava uno di quei freeclimbing che usano il sacchettino per arrampicare. Ricordatevi di non dargli la mano se la vedete bianchiccia.
La serata si è conclusa in maniera assurda. Abbiamo trovato una pensione con il bagno in comune che costava 8 euro meno di un’altra che invece aveva il bagno camera… ok prendiamo quella che costa meno… senza vedere la camera.
Le camere non erano male ma il bagno in comune una cosa oscena, un metro quadro senza finestra ne areatore, praticamente una camera a gas. Ok io e davide rimaniamo li, mentre le donne vanno a prenotare le altre camere, se ancora disponibili. Ci sono!! in un attimo ci ritroviamo con 4 camere. Allora corri a disdire queste che già avevamo…. insomma un casino assurdo che per fortuna finisce bene con camere bellissime, pulitissime e bagno.
Cena alla pseudo italiana, con pasta, zuppe, birra e acqua, una passeggiata in notturna ed una dormita galattica, siamo sempre più vicini a Vienna.

In volata

Ad ognuno la sua bevanda

Gli invincibili

Pomata per un ovvio problema

Wachau di Venerdì 17

18/08/2007 12.53.00
Capito!!! Mai fare la Wachau di venerdì 17.
Procediamo una alla volta.
Ci alziamo e andiamo a fare colazione, come sempre, pane, affettato, caffè, succo di frutta, ecc. MA… il pane non era fresco, il succo annacquato e non c’erano le uova, vabbè abbiamo mangiato bene ugualmente, non ci possiamo lamentare, non facciamo come i soliti italiano lamentosi anche del lusso.
Partiamo con euforia, che si spenge immediatamente con l’accendersi della pioggia!!! Pioggerella, niente di che, ma bardati qua, bardati la, era la prima volta che provavamo il kit di sopravvivenza nella pioggia. Sembra funzionare tutto e dopo pocco smette… ti pareva… ci teniamo il kit lo stesso, fa un freddo boia.
La zona della Wachau è bellissima, piante da frutto, terrazzamenti di vigneti, paesi da fiaba e sopratutto tante cantine dove bere i sapori di questa regione splendida, non a caso dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Ci fermiamo in un distributore di bibite curiosissimo perchè distribuisce anche latte fresco. Proviamo ma ci dimentichiamo di mettere il bicchiere così più della metà si cosparge sulla macchinetta… siamo troppo giapponesi per non pensare che qui non è proprio tutto automatizzato. Facciamo spesa in un alimentari e prendiamo panini e quant’altro per il pranzo.
Lungo la strada vediano una mirida di banchetti con cestini di frutta e ottiglie di vino e grappa, con una cassettina dove lasciare i soldi. Praticamente un self service, senza che nessuno ti guardi. Immaginate lo stesso in italia… non aggiungo altro.
Prendiamo un cestino pieno zeppo di prugne per 2 euro. Buonissime. Ah dimenticavo per strada si potrebbero raccogliere tutti i frutti che uno vorrebbe ma per rispetto vedi le piante cariche di frutti fino a scoppiare intatte. Ripartiamo dopo una bella sosta ristoratrice e pedaliamo per diversi chilometri lungo valli spettacolari e paesi veramente caratteristici.
Ci fermiamo in una cantina per assaggiare vino rosso e formaggio del posto. Il vino buonissimo, anche se giovane, il formaggio lo stessoche mangiamo da diversi giornni, scelta errata!!!
Le case sono tenute a regola d’arte, tutto estremamente perfetto, giardini curatissimi e particolari a lasciare di stucco. Prendiamo spunto che la nostra casetta.
Arrivati a 6 km da Krems, la nostra tappa finale di oggi, ci addentriamo nel centro storico di un paesino bellissimo, con l’entrata attraverso un ponte ad arco molto pittoresco. Le vie sono piene di negozi di marmellate e liquori e noi prendiamo due bottigliette in miniatura di liquore alla pesca e frutti e delle marmellate.
Ripartiamo ma inizia a piovere… stavolta diluvia e in un secondo siamo fradici in ogni punto possibile. Ci fermiamo un attimo sotto una pianta per riprendere respiro, come un nuotatore che riemerge dall’acqua e ci scoliamo il liquore ai mix di frutti, non è forte e ci sono pareri discordanti, a chi piace e a chi sa di biochetasi, pensate voi!!! Ripartiamo e ci prefiggiamo la meta di Krems senza soste.
Prendiamo tanto di quell’acqua e freddo che iniziamo a ridere… forse per non piangere. Pedaliamo in velocità e fanno ridere le scarpe che, riempite d’acqua, fanno dei rumori tipo, scoreggine, per non parlare dei freni… quando li usiamo sembriamo un gruppo di anatre in calore.
Arriviamo a Krems e non facciamo molte storie sul prezzo dell’alloggio, infatti spendiamo il doppio di una normale Zimmer… ma chi se ne frega siamo quasi ibernati. Facciamo una doccia bollentissima e una cena da AL CAPONE, una pizzeria italiana molto buona.
Ora tutti a nanna, abbandoniamo questa giornata che ci ha regalato da un lato la bellissima WACHAU e dall’altro lo sfigato Venerdì 17.

Anche il GPS ci istiga a bere

…e Davide non si fa pregare

Quanta acqua… ma qui non c’era il vino!

Siamo quasi arrivati… quota 320 Km.

20/08/2007 15.25.00
Ci svegliamo incuriositi e angosciati di vedere come sarà il tempo fuori… ci affacciamo ed è splendido, nemmeno una nuvola.
La colazione è superba e partiamo subito per avvicinarci a Vienna, ma in un istante ci perdiamo dentro la citta di Krems, le cui dimensioni iniziano ad essere importanti.
Dopo una gincana tra semafori e traffico riusciamo a riprendere cognizione della ciclabile, e dopo pochi chilometri eccoci nuopvamente immersi nel verde e nel bel Danubio. Di chilometri oggi ne dobbiamo macinare tanti, circa 65.
A mezzogiorno in punto ci fermiamo ad un chioschetto per bere, ma sarà il movimento delle bici, sarà la voglia di riposarsi ci prende voglia di pranzare, solo 3 ore dopo la colazione!!
Ripartiamo mezzi ubriachi per avere bevuto troppa birra.
Le bici iniziano ad allentarsi man mano che facciamo chilometri ed il signor fascetta, ogni tanto deve sfoderare le sue armi per tamponare la perdita di viti e bulloni.
Pedaliamo senza mai fermarci lungo strade fortunatamente a traffico vietato per le macchine e ci fermiamo ad un chiosco per bere il Most… il vino di mele. Qui il colpo di grazia, specialmente per me che me ne sparo due. Iniziamo a ridere come scemi e ad essere molto pericolosi nell’andatura delle bici.
Dopo tanto bere iniziano le ricerche per i bagni, e non essendocene in vista si fa la guardia per vedere se arrivano ciclisti lungo la strada visto che scegliamo come water proprio quest’ultima.
A Davide si fa sentire un piccolo inizio di smottamento intestinale che a fine serata diventerà una emergenza folle.
Arriviamo stanchissimi a TULLN ed il GPS segna 300 (dico TRECENTO) chilometri che per noi segnano due stati d’animo: la contentezza del traguardo imminente e la tristezza della fine.
Ma per essere contenti una fine ci deve essere!!!
Comunque, stasera stiamo provando quasi l’ebrezza della notte bianca, visto che non abbiamo prenotato e non troveremo nemmeno un posto libero.
Inizia così l’odissea della ricerca di un posto letto e il tempo che scorre per cenare.
Dopo tanti NO, decidiamo di telefonare e doo tante telefonate troviamo un posto che sta a oltre 10 km da dove siamo noi. Prenotiamo ma non siamo felicisimi, siamo ditrutti e altri 10 km di spaccheranno le gambe.
La fortuna vuole che lungo il tragitto, precisamente qualche centinaio di metri dopo, troviamo due zimmer.
Prese, anche perche’ sembra che cucinino molto bene.
Peccato per i ragni, in ogni viaggio Chiara deve soffrire almeno una sera.
Mangiamo troppo, come sempre, ma stavolta anche di piu’, sopratutto prendiamo piatti tipici (davide il cordon bleau e patatine) e una bevanda fatta di mosto d’uva in casa. La bevanda ci piace molto e la ingurgitiamo con molta velocita’ sopratutto Davide che ne ordina un’altra e quando si rende conto di quanto inizi a fermentare nel corpo e’ troppo tardi, a arriviamo ad un livello di nausea furibonda.
Che vacanza rigenerante, praticamente torneremo con due gambe scolpite come statue di marmo e due trippe altrettanto scolpite, si ma all’infuori.

Un ponte sul Danubio

Chiara si asciuga il culetto

Una pompa di benzina per ciclisti

Gli invincibili (aka X-MEN)

300 Km… non sò se si capisce

Pausa ristoratrice e via…

Vienna, finalmente.

22/08/2007 01.02.00
Sveglia ore 8.30, la prendiamo più tranquilla tanto sappiamo bene che la distanza che ci separa dalla metà è veramente poca.
Dopo colazione, iniziamo la nostra pedalata molto lentamente, godendoci la bellissima giornata di sole…ho detto bellissima giornata di sole??? Inizia a spioviccicare, purtroppo in Austria è così.
Fortunatamente smette subito e non ci preoccupiamo nemmeno di bardarci antipioggia.
Dopo tanto pedalare, soffrire, mangiare e bere eccolo… il cartello con la scritta WIEN, che ci accoglie alla nostra meta, tanto sognata, ma ora che è arrivata, un po’ dispiaciuti.
Dopo le obbligatorie foto di rito, attraversiamo la città, e qui pedalare diventa sempre più strano; Corsie ciclabili in mezzo al traffico tra un tram e le automobili, insomma un caos infernale, se messo a paragone con i paesini abituati ad incontrare questi giorni.
Cerchiamo e troviamo la stazione ferroviaria ma dopo aver chiesto alla biglietteria ci dicono che quella centrale è da un’altra parte, solo 4.8 km!!!!!!!! Cavolo ma siamo in bici e tutti sti chilometri mica si fanno in un secondo.
E via di nuovo a pedalare in mezzo al caos, mandando imprecazioni sempre più colorite all’autore della guida che abbiamo comprato per le sue spiegazioni assolutamente inutili quando servono.
Troviamo la stazione e ci dicono che dovevamo aver prenotato i treni, sono tutti pieni… però possiamo provare davanti ai vagoni e fare gli gnorri con i controllori.
Chiediamo ad un tipo che ha una lista, con 6 posti ancora liberi, a noi ne servono 4, il treno sta per partire e questi ancora non si vedono… si mette bene.
Poi ne arrivano due…. ahhhhhh ancora abbiamo possibilità…. poi un altro ahhhhh. Ora non ce la facciamo più rimangono solo 3 posti. Mentre stavamo per tornare indietro il controllore ci fa cenno di caricare subito le bici, graziandocene una, togliamo i bagagli con una velocità assurda e le lanciamo letteralmente dentro il vagone.
Che grandissimo…. ehmm…. fortuna.
Tra un ora dobbiamo cambiare e prendere la coincidenza. Questo mette una certa ansia a Davide, che non adora molto i treni e le coincidenze.
Abbiamo solo 9 minuti da un treno all’altro.
Il treno si ferma, scendiamo ritiriamo le bici ed aspettiamo che arrivi l’ascensore, che non arriva….
Intanto arriva l’altro treno, subito dopo ecco l’ascensore. Il fato ha voluto che nell’ascensore c’entravano solo 3 bici, già strette come sardine, e l’unico rimasto fuori è Davide. Prova a far entrare la bici ma si rende conto che è impossibile. Gli diciamo che l’aspetteremo sopra. Mentre si chiudono le porte dell’ascensore scatta una qualche fobia d’abbandono a Davide, che con la frase “IO DEVO ENTRARE” lanscia la bici in mezzo alle nostre spingendola con una forza disumana, incriccando i miei bagagli, con la gente dietro attonita dalla scena e le porte che sbattevano su di lui.
Siamo rimasti tutti a bocca aperta.
Poi, capita l’impossibilità della situazione desiste, cercando di spiegare il gesto alla gente scioccata dietro lui.
Lo aspettiamo, arriva scende la bici di corsa e chiamiamo l’altro ascensore che non vuole arrivare.
Allora mi prende la brillante idea di dire “Scendiamo con le bici per le scale”. Ma non riesco a terminare la frase che eccoci lanciati giù per le scale. Una scena di film epico. Marianna perde il controllo della bici che gli rotola giù per le scale con i bagagli sparsi ovunque, Davide perde i bagagli, io il telo di plastica. Ricordo ancora la faccia di una ragazza che stava salendo le scale!!!
Insomma riusciamo ad arrivare a Passau e chiediamo ad un signore ciclista di spiegarci la strada per il ponte che collega il fiume inn all’altra sponda, dove avevamo la macchina.
Il signore ci dice di seguirlo ed inizia a pedalare come fosse la maglia rosa del giro d’italia, passa per il centro, imbocca vicoli tortuosi ed i san pietrini finiscono di dare il colpo di grazia agli ultimi bulloni rimasti in piedi.
Facciamo un giro assurdo e, ad un certo punto lo blocco per chidergli quanto c’era ancora per il ponte… praticamente mi ha risposto – Quale ponte? – Secondo me si era dimenticato che eravamo dietro.
Alla fine l’abbiamo trovato lo stesso ed abbiamo avuto anche il coraggio e la forza di farci la mega salita per riprendere la macchina, una pettata che a confronto la salita di mautausen era ridicola.
Arrivati la macchina ancora c’era, non era ne bruciata ne distrutta, quindi caricate le bici, i bagagli e tutto il resto abbiamo trovato un bellissimo posto per la notte ed un ristorante pub, degno del saluto che volevamo dare a questo posto bellissimo che con la sua ciclabile e le sue persone ci porteremo dentro per sempre.

Siamo arrivati, incerdibile ma ce l’abbiamo fatta!!!


Dentro Vienna.


Gli invincibili, all’arrivo… sempre tutti d’un pezzo!!!


Abbiamo vinto la nostra guerra… con le nostre armi!!!


Una bella idea per far scendere le bici dalle scale, peccato la troppa pendenza!!


Le bici appese in treno come i prosciutti.


Le cicliste fiere mentre si ritorna a Passau

Le foto che trovate in questo post sono state realizzate e gentilmente concesse per la loro pubblicazione su questo sito da Marianna Santoni durante il viaggio in Austria 2007

http://www.mariannasantoni.biz

2 comments
  1. Ciao ragazzi!!!
    Vi seguiamo da lontano…
    Pedalate, pedalate…
    Un sorriso stupefacente
    I vostri affezionatissimi Comicomix

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