Arequipa, amori e dottori

Lug 07, 2011 3.480 visite

Appena svegliati abbiamo fatto un giro dell’albergo per capire dove ci trovavamo e subito ci rendiamo conto che era un posto veramente molto bello e curato, l’albergo Torre de Ugarte.
La sua terrazza panoramica, il patio coloratissimo e la stanza per fare colazione in stile familiare ci ha fatto innamorare di questo luogo.
Appena fatta colazione ci siamo diretti subito verso la principale attrattiva della città, il Monastero di Santa Catalina da Siena.
Abbiamo girato questo monastero in lungo e in largo, è assolutamente meraviglioso, non ha altre parole per descriverlo.
La grandezza del monastero disarma un po’, sembra di essere dentro una città nella città, è un luogo immenso.
I colori, i profumi, la storia e gli oggetti ti portano indietro nel tempo e ti fanno sognare le epoche passate dove le suore passavano la loro vita.
Verso l’ora di pranzo ci siamo diretti a Plaza de Armas, la piazza principale di Arequipa e di tutte le città, cittadine, e paesini del Perù.
Ancora meravigliati del monastero, non pensavamo di dover nuovamente strabuzzare gli occhi davanti a  questa magnifica piazza, contornata da porticati immensi e affacciata difronte alla cattedrale di pietra bianchissima come tutta la città, tant’è che ha preso il nome di città bianca.
Ci sono una miriade di persone per strada, nella piazza e nelle panchine,non si riesce a trovare un posto a sedere nemmeno a pagarlo oro.
Mangiamo su un ristorantino tipico lungo uno dei porticati di quelli che al secondo piano hanno la terrazza panoramica sulla piazza. Fantastico.
Il pomeriggio ce lo prendiamo di relax, tra botteghine e acquisti. Di notte torniamo al centro città che è ancora più bello, scopriamo anche girovagando delle bellissime vie secondarie pedonali dove finalmente non trovi le macchine ad appestarti si smog, anche se lo smog è onnipresente e veramente soffocante.
La serata scorre via veloce e torniamo stanchi morti nel nostro albergo in attesa della seconda giornata.
Il giorno dopo visitiamo le varie chiese di Arequipa, con i chiostri, le decorazioni, e le messe in spagnolo.
Ci mangiamo un bel gelato, che qui ad Arequipa lo fanno  davvero buono.
Giornata di completo relax, ci godiamo ogni vicoletto del centro, Chiara fa amicizia con le signore con le gonnone che fanno le bamboline di lana (questa delle bamboline l’ho già sentita in un altro viaggio???).
Nel pomeriggio ci mettiamo nel terrazzo dell’albergo dove Chiara si mette a scrivere un po’ di diario di viaggio e io mi diverto ad osservare i vulcani che contornano la città, il più straordinario “El Misti”.
Quando torniamo in camera Chiara inizia ad avere freddo, forse abbiamo osato troppo stare nella terrazza all’aperto tutto il pomeriggio, siamo comunque a 2500 metri e l’aria non è proprio così calda.
In camera si cerca di scaldare ma inizia a tremare come una foglia (nel vero senzo della parola) allora si barda con pile, cuffia, guanti, giacchetto, ecc.. ma niente ancora freddo e tremori.
Decidiamo di uscire a fare due passi, anzi dobbiamo ritirare un po’ di soldi che iniziano a scarseggiare.
Per strada sembra stare un po’ meglio ma non smette di sentire freddo.
L’ATM per ritirare i soldi mi dice che la mia carta ha il PIN errato, azzz… e mo’, tocca provare con quella di Chiara che però è in albergo. Allora riparti e vai in albergo, ma quando saliamo a prendere la carta decidiamo di misurare la febbre di Chiara che non smette di tremare. 38!!!!
AAAAhhhhhh ecco che era sto freddo e sto tremore, altro che la terrazza panoramica.
Con 38 di febbre Chiara vuole comunque uscire per ritirare i soldi e mangiare qualcosa, lo sapete com’è è cocciuta più di un mulo.
Al ristorante riusciamo a farci fare pure un piatto di spaghetti in bianco con olio di oliva, e pure buoni!!!
Ma dopo manco tre sforchettate le prendono dei crampi allo stomaco terribili… sta a vedere che ancora sto Montezuma ce l’ha con noi dall’altro giorno.
Appena rientrati in albergo si mette a letto e qui inizia l’odissea, specialmente quando le dico, “che facciamo chiamiamo un medico” e lei mi risponde “mi sa di si”, e quando te lo dice lei sono proprio caz…..
Corro alla hall per avvetire il gentilissimo ragazzo alla reception se ci può chiamare un medico, lui subito prontissimo telefona, e mi dice che in massimo venti minuti sarà li.
Ma nemmeno dopo 5 minuti già bussano alla porta, sono due dottori, tirati di tutto punto con mille attrezzi.
Iniziano a visitarla, prendono la temperatura, 39, ahhh che bello è pure aumentata e ha preso pure una tachipirina.
Allora iniziano a prendere la pressione, l’ossigenazione, battiti, la visitano veramente scrupolosamente.
Poi alla fine decidono di fare una iniezione per fare abbassare la febbre… quando Chiara sente la parola iniezione, che guarda caso in spagnolo è la stessa, mi guarda e fa una faccia che è peggio di quella che ha già.
E va beh, tanto peggio di così.
Poi le prescrivono antibiotici e antipiretici, mi fanno la ricetta e corro in farmacia, a Plaza de Armas, praticamente tutto sta a Plaza de Armas in Perù!!!
Quando scendo per uscire mi rendo conto che non sono arrivati due dottori normali ma proprio l’ambulanza del pronto soccorso, parcheggiata davanti all’albergo con le luci lampeggianti a tutta palla… oh questo proprio ci mancava, in tutti i viaggi questo non ce lo potevamo perdere, l’ambulanza peruviana!
Dobbiamo dire una cosa, i dottori sono stati di un professionalità e di una precisione e meticolosità che spererei di trovare sempre in Italia, cosa che invece purtroppo la stra-maggior parte delle volte non succede.
Poi per tutto questo servizio non hanno voluto nulla e abbiamo speso tra antipiretici e antibiotici, un euro!!!! Anche questa è una bella esperienza di vita.
Il giorno dopo saremmo dovuti andare al Canyon del Colca, ma vista la difficoltà dell’escursione e dello stato di salute di Chiara preferiamo rimanere un giorno in più ad Arequipa, spostando un po’ il nostro itinerario.
Già dalla mattina sta molto meglio, anche se debole, rimaniamo in albergo tutto il giorno, in serata decidiamo di uscire e andare a cenare al solito ristorantino, prendendo un brodino.
Dopo cena Chiara sta proprio meglio, niente febbre, niente dolori di pancia, niente di niente, finalmente.
Dobbiamo ringraziare anche i gestori dell’albergo e dell’agenzia di viaggio che aveva organizzato l’escursione al Colca, perchè senza nessun interesse ci hanno contattato in continuo per sapere lo stato di salute di Chiara, veramente delle persone incredibili.

Il Monastero di Santa Catalina da Siena


Ancora uno scorcio del bellissimo e coloratissimo monastero


La stupenda Plaza de Armas di Arequipa, straordinaria!


Chiara impegnata a fare amicizia e a movimentare l’economia


La cattedrale di Arequipa vista in notturna.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someonePrint this page
Viaggi

    2 Risposte a “Arequipa, amori e dottori”

    1. I noce says:

      Dai Chiara siamo con te!!!!!
      Forza ragazzi…..
      i noce

    2. anonimo says:

      gia’… se ‘n’cete l’fisico… stat’a casa!!! hi hi hi