Irlanda, l’isola di smeraldo

Ago 04, 2005 6.057 visite

In attesa della partenza

Casa, 3 agosto 2005
Oggi è stato pubblicato il nostro sito e noi siamo in attesa della partenza per il nostro viaggio in Irlanda.
Ironia della sorte dopo tante giornate di sole e caldo intensissimo oggi si sono abbassate le temperature e piove a dirotto… che si stia preparando il tempo per il nostro viaggio!?!

Dublino…a tutta birra!

Dublino, 07 agosto 2005
Finalmente siamo riusciti a partire per questo meritato viaggio.
Sveglia ore 5.30 del mattino, considerando che per terminare i preparativi eravamo andati a letto alle 2 di notte, non si può certo dire che siamo dei dormiglioni.
Poi con il gentile trasporto di babbo nandino e mamma viti, siamo arrivati a roma dove abbiamo preso il volo della ryanair…e qui la solita chicca italiana, si era creata una fila interminabile per il controllo dei passaporti perchè in servizio c’era un solo poliziotto, per fortuna ci hanno fatto passare avanti (grazie alla solita faccia da… di Chiara) altrimenti restavamo a terra, e ci sarebbe mancato solo quello!!
Il volo..beh poco costo uguale poco servizio, ma in compenso se sgarri di pochissimo il peso massimo dei bagagli ti fanno pagare “solo” 7 euro al chilo, manco fosse bresaola di prima qualità.
Appena scesi all’aeroporto di Dublino, abbiamo sentito la differenza, non tanto di temperatura, ma di come si respirava bene, un’aria frizzante, gradevolissima, e poi il tempo…mah… una giornata di sole così, senza una nuvola, non l’avevamo vista in questi giorni neanche da noi, alla faccia della pioggia, al sole ci si scottava proprio!
Chiara in tutto ciò non si è proprio molto ben termo-regolata, come andava al sole sudava e come andava all’ombra gli veniva una pelle d’oca terrificante…non era facile saltellare da una parte all’altra!
Comunque il primo pensiero è stato trovare l’albergo e posare gli zaini pesantissimi, o meglio, pesanti come al solito, ma dopo un anno di sedentarismo in ufficio diventano di piombo.
Poi è iniziata la nostra solita maratona alla scoperta della città.
Praticamente in un pomeriggio ci siamo visti mezza dublino e avremo fatto qualche decina di chilometri a piedi.
Fantastico è il Trinity College ma ancora di più è la sua Old Library, la vecchia libreria.
Entrare nella vecchia libreria è un’emozione che ti lascia senza fiato, sembra di essere dentro il racconto di Herry Potter nella scuola di Hogwart, ci sono oltre 350.000 libri antichissimi, tutti suddivisi per autore, e ogni autore ha un busto in marmo davanti lo scaffale, e poi per ordine alfabetico creando una pila di scaffali alta due piani con tanto di scalette per salire all’interno di un unico edificio completamente aperto, altissimo e tutto di legno.
Molto bello è anche il Book of Kells, un libro antichissimo, dice che è uno dei libri più antichi che esista, ed è veramente bello, tutto decorato in modo minuziosissimo. Ma a noi poveri ignoranti di libri antichi è piaciuta più la libreria.
Poi abbiamo bighellonato un pochino per i parchi, comi i veri irlandesi, che oggi sembravano tante lucertole al sole, è vedendo il colorito che hanno mi sa che oggi è stata proprio una giornata di sole molto straordinario.
La camminata successiva ci ha portato verso Dublin Castle, carino, la torre forse è la cosa che più è rimasta come somiglianza di un castello, peccato che era tardi (le 5!) ed era già chiuso, altrimenti potevamo andare a vedere i resti delle fondamenta che, a quanto pare, dovrebbero essere la cosa più interessante.
Visto il castello ci siamo rotti di girare per vedere edifici ed abbiamo iniziato a girare a caso per la città, senza una meta precisa, curiosando tra i mille pubs che la città offre. Alla fine ci siamo ritrovati nella via di Temple bar, il cuore dei locali e della vita dublinese. Orecchiando per sentire se da qualcuno di questi locali usciva un po di musica, ci siamo diretti verso un pub magnifico, il Temple Bar, esatto come il nome dell’omonima via.
Non vi neghiamo che la vera forte emozione che abbiamo provato oggi è stato proprio dentro questo stupendo locale. La musica dal vivo, tipica irlandese, suonata intorno ad un tavolinetto da un gruppodi ragazzi che facevano veramente venire i brividi ed allo stesso tempo voglia di ballare e di urlare, e abbiamo urlato, battuto il tempo e…. bevuto un sacco di guinness che qui è un’altra cosa, noi non ci credevamo ed invece è proprio BUONA!
Ora siamo tornati all’albergo (con il cd del gruppetto che sunonava, eheheh…), siamo stanchi morti e anche se sono solo le 22 ed è ancora giorno, andiamo a letto per poterci godere una più tranquilla gornata domani.

Dublino in compagnia.

Dublino, 8 agosto 2005
Ed anche oggi ci siamo fatti i nostri 30 chilometri quotidiani in giro per la città, ma stavolta in compagnia dei nostri amici Federico ed Elisabetta.
Sveglia ore otto….anzi ore sette visto che Chiara involontariamente non aveva rimesso il fuso orario giusto e quando ce ne siamo accorti eravamo pronti per andare a fare colazione. Infatti eravamo i primi a mangiare.
La colazione? Cereali con latte, succo di arancio, toast con burro e marmellata…e fin qui tutto ok, poi è arrivato il pezzo forte dell’irish breakfast: Pancetta, fagioli, uova, black e white pudding, pomodoro e due salsiccette, il tutto con the e caffè irlandese. Chiara dopo colazione ha iniziato subito ad accusare i primi rinfacci di pancetta e ancora ora, sono le 22, mi ricorda cosa sta digerendo.
Poi, dopo alcuni giretti per mercatini e stradine colorate ci siamo incontrati con i nostri amici e da li in poi ci siamo divertiti moltissimo a commentare lo stile di vita e di cucina degli irlandesi.
Ci siamo fermati a mangiare su un pub molto carino che ci ricordava il Sullivan’s di Perugia, o meglio dovremmo dire che è il Sullivan’s che ci ricorda questo pub, visto i pub copiaticci nostri.
C i hanno portato tre hamburger dove dentro avevano messo un vitello macinato l’uno, Elisabetta non riusciva a mangiarlo, era più grande della sua bocca.
Sono proprio negati nel mangiare, non sanno nemmeno cosa sia il buon cibo, però conoscono bene la buona birra.
Infatti abbiamo visitato la fabbrica della Guinness che qui è un’istituzione nazionale, a me invece stranamente ha ricordato Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato… mahh…
La cosa più bella del giro è stata la pinta di birra offerta, che non so per quale misterioso motivo era molto più forte di quella bevuta al pub ieri sera.
Dopo la ciucca abbiamo avuto la bella idea di andare avedere il lontano Phoenix Park… indovinate un po’ con quale mezzo… la sola delle scarpe. Siamo arrivati così stanchi che abbiamo visto soltanto il primo metro quadrato di erba fresca su cui ci siamo stesi e rilassati finquando si è fatto tardi a siamo ripartiti.
Questa volta obbligatoriamente il mezzo di trasporto è stato il tram, le gambe non avrebbero retto.
Dopo un rinfrescata nel bed and breakfast, ci siamo incontrati nuovamente per una cenetta al pub, ma tronchi ancora della birra di oggi abbiamo preso dell’acqua e due bottigliette di coca cola….NON FATELO MAI, oltre che a guardarvi tutti male ve le fanno digerire come un barile di Guinness!!!!
Da questa serata abbiamo tratto la morale che “No Birra, No Parrty!”.


Chiara ed Elisabetta al Pub


La colorata via di Temple Bar


Un pub in Temple Bar

Le montagne di Wicklow

Roundwood, 9 agosto 2005
Stamattina siamo partiti per il nostro giro alla scoperta dell’Irlanda.
Per prima cosa siamo andati a ritirare la nostra auto, una fiammante Fiat Punto… “COSA?” Questa è stata la nostra esclamazione quando abbiamo udito la marca ed il modello dell’auto in inglese, speravamo tanto di non aver capito ed invece ci hanno rifilato una Fiat… che io personalmente odio. Comunque per consolazione dico sempre che è meglio una qualsiasi brutta auto che una bellissima Hyunday, ma questa è puramente una cosa soggettiva.
Il primo impatto con la guida è stato devastante, volate a destra, comandi invertiti, cambio invertito, ci mancavano i pedali invertiti e poi eravamo tutti (tipica espressione di Chiara).
Per fortuna che la prima strada da affrontare è stato il CENTRO DI DUBLINO! Un casino di macchine, file, pedaggi e cartelli stradali che ti fanno prendere volgia di posare la macchina e salire sul primo pullman che incontri.
Poi più ci allontanavamo dal centro e meno traffico c’era, meno macchine, meno cartelli stradali e strade meno larghe, tutto in proporzione.
Dopo poca strada abbiamo raggiunto il parco nazionale di Wicklow. Siamo andati immediatamente a scoprire Glendalough, con i suoi sentieri e le rovine dell’antico complesso monastico di S.Kevin, di cui non stiamo a dirvi la storia.
Abbiamo fatto un piccolo trekking di 10 Km circa, bellissimo, sembrava di essere dentro il film il signore degli anelli, le foreste sembrano uscite direttamente dai libri di narrativa fantasy, ti aspetti che qualche elfo esca da un momento all’altro.
Poi le cascate, i ruscelli, le montagne, i laghi… un posto magnifico.
Stanchi morti ci siamo accampati al campeggio con la nostra tendina e ci siamo cotti, finalmente, un bel piatto di pasta ai quattro formaggi!!!
La sera siamo usciti a piedi (ancora non ne avevamo abbastanza) nel paesino di Roundwood a farci un bel bicchiere di Sidro, nel pub locale, con i paesani che si guardavano una partita di calcio mentre scolavano birre a fiumi… e come dice Federico, “Ma questi la moglie non ce l’hanno?”

Ritorno al medio evo

Kilkenny, 10 agosto 2005
Dopo una bella dormita mia e una notte insonne di Chiara a causa del freddo e dell’umidità, ci siamo svegliati e abbiamo fatto una bella colazione fai da te all’italiana, giusto per far capire agli stomaci nostri che ancora siamo italiani.
Siamo poi partiti verso kilkenny, attrversando completamente le Wicklow mountain, lungo una strada dove ci sono dei posti che ci hanno girato il film Braveheart, indovinate un po’ come sono!?!?!
Poi siamo iniziati a scendere fino verso le praterie interne dell’Irlanda, verso Carlow, e qui sono iniziati a comparire per strada i primi trattori, le pecore, le mucche e dalle parti tanto, tanto verde, forse accentuato un anche dalla bellissima giornata di cielo azzurro (ancora dobbiamo vedere la pioggia, speriamo che non si scateni tutta di un botto).
Durante il tragitto abbiamo notato che i limiti di velocità sono incredibilmente alti, per riuscire ad arrivare al limite dovevamo guidare su quelle stradine in stile Rally di Montecarlo, praticamente il contrario che da noi, dove per l’uscita dalla rampa della superstrada c’è 40, provateci a farla a quella velocità!!!
Siamo poi arrivati a Kilkenny, che ci è piaciuta così tanto che abbiamo passato l’intera giornata qui, vale proprio la pena!
Le stradine coloratissime piene di negozi, locali, pub e poi il castello, le cattedrali, i cimiteri con le bellissime croci celtiche, una cosa straordinaria, avevamo la senzazione di stare su un’altra epoca, veramente sensazionale.
Da provare assolutamente è la salita sulla torre della cattedrale di St. Canice, ma non dovete soffrire assolutamente ne di claustrofobia ne di vertigini, perchè sia i cunicoli che le scale sono veramente anguste, pensate che abbiamo dovuto toglierci lo zainetto dalle spalle perchè non passavamo per l’uscita sulla cima della torre.
Poi la sera abbiamo incontrato nuovamente i nostri amici Federico ed Elisabetta per cenare. Abbiamo cercato in lungo e largo una pizzeria consigliata da un ragazzo genovese, titolare di una creperia (tra l’altro molto carina e fa un ottimo caffè!!) ma dopo ore di cammino mille domande alla gente e imprecazioni, abbiamo rinunciato, viste anche le condizioni fisiche di Federico ed Elisabetta che si erano pappati la mattina il sentiero di Glendalough.
Poi birrone e musica dal vivo in un bel pub della cittadina.
Stasera invece bella dormita in un Bed and Breakfast appena fuori città, con in camera tre cadaveri di ragni che ho dovuto acciaccare per Chiara… che sfiga per una notte in una bella camera subito tre ragni, gli amici di Chiara le vogliono proprio bene.
Penso che non appena Chiara finisce di fare la “CENTRIFUGA” ai panni lavati in camera, andiamo a coricarci per un bel sonno ristoratore, in attesa della nostra prima colazione irlandese di domani mattina!


Croce celtica in un cimitero


Cattedrale di St.Canice

Castelli, mare e mucche.

Timoleague, 11 agosto 2005
Cosa possiamo dire degli Irlandesi, soltanto che sono delle persone fantastiche. Stamattina dopo una mega colazione nel Bed and Breakfast, abbiamo chiesto alla signora se potevamo portare via uno yogurt per mangiarcelo più tardi… beh ci ha dato una busta e ce l’ha fatta riempire con tutto quello che c’era in cucina, se non dicevamo di no gli portavamo via anche i fornelli.
Siamo poi partiti, lasciando malincuore Kilkenny per la volta della rocca di Cashel che si è rivelato un posto magnifico. Una rocca costruita in cima ad una collina con all’interno un’abbazia molto ben conservata. La vista dalla rocca è molto bella e spazia nel verde più assoluto dei pascoli circostanti. Si vedono poi altre rovine sparse lungo i prati. Una di queste siamo andati a visitarla perchè ci ha colpito per la sua struttura che ricordava i film di guerra tra celtici. Per arrivarci abbiamo dovuto scavalcare un muretto di pietra, chiedendoci il perchè ma dopo pochi passi abbiamo iniziato a capire, c’erano tantissime caccone fresche di mucca, ed infatti il sito era contornato da mucche in pascolo…tantissime mucche, troppe perchè Chiara si acciaccata con un piede un bel ricordino celtico..
Dopo aver fatto spesa nel solito paesetto, siamo partiti per un lungo spostamento verso Cork, volevamo andare a vedere la città ma il traffico intenso ed i paesaggi naturali visti arrivando ci hanno fatto cambiare idea, tanto di città ce ne abbiamo fin troppe noi in italia.
Così ci siamo spostati verso la costa e la scelta non poteva essere delle migliori.
Le strade percorse per arrivare erano ad una carreggiata ed un quarto, per fortuna ci passavano solo TRATTORI giganteschi!!!
Ci siamo fermati per far passare una mandria di mucche che non finiva più e faceva troppo ridire che mentre passavano ti guardavano dentro i finestrini come per dirti – Ao! ma che ce stai a fa sulla nostra strada –
Il posto che abbiamo raggiunto e dove abbiamo campeggiato ora, è a dir poco bellissimo, una baia color turchese dove ci sono milioni di uccelli e anatre, il verde delle colline, ed l’azzurro del cielo che non ci ha abbandonato mai.
Stasera volevamo uscire in un pub vicino dove fanno bella musica, anche perchè è un freddo boia, ma il posto dove abbiamo piantato la tenda è così bello che abbiamo preferito restare qui.


La rocca di Cashel


I parti infinitamente verdi


La baia di Timoleague


La chiesetta di Timoleague


La cucina del campeggio

Ora iniziamo a fare sul serio!!!

Kenmare, 12 agosto 2005
Stamattina dopo una veloce colazione, siamo partiti per visitare la penisola di Mizen Head.
Lungo la strada continuano a colpirci i limiti di velocità esageratamente alti, è impossibile, se non da folli raggiungere la massima velocità consentita, anche perchè ogni tanto ti ritrovi in mezzo a mucche e pecore a spasso per strada.
La strada per arrivare alla penisola, aumenta di bellezza avvicinandosi alla costa e proporzionalmente diminuisce di larghezza, tanto che se incontri un’altra macchina devi essere fortunato a trovare un posto dove accostarti altrimenti….RETROMARCIA.
Il visitor center della penisola di Mizen Head è stata una delusione incredibile, solita americanata con Bambocci ricostruiti, modellini animati con le lucine, e biglietto di ingresso per fare il sentiero che raggiunge il faro….AVETE CAPITO BENE??? un biglietto per fare un sentiero con tanto di passamani, reti di protezione, cartelli… che delusione, anche perchè il posto senza tutte ste schifezze sarebbe stupendo.
Ma non tutto è perduto, ripartiti dal capo della penisola ci siamo diretti verso una spiaggetta dove l’affidabile guida Lonely Planet consigliava una camminata verso un certo promontorio da dove Marconi aveva trasmesso per la prima volta verso la Cornovaglia con la sua radiolina.
Incuriositi siamo partiti.
Non ci sono parole, ne foto, ne video, per farvi partecipi della bellezza del posto… scogliere, fiori coloratissimi, un mare di un blu intensissimo, il cielo azzurrissimo punteggiato ogni tanto da nuvolette bianco panna… una cosa paradisiaca e soprattutto, no reti, no passamani, no cartelli, soltanto noi e la stupenda natura che ci circondava, anche con il rischio che se ti sporgi troppo cadi sotto alle scogliere.
Ora ci siamo accampati nei pressi di un paese nella contea di Kerry, dove, misteriosamente, è pieno di italiani.
Non vedo l’ora di mangiare, Chiara sta preparando Gnocchetti sardi ai funghi!!!

Il Ring of Kerry!!

Killorglin, 13 agosto 2005
C’è il Lord of the Ring e c’è il Ring of Kerry!! Diverso nome ma simile paesaggio.
La strada ad anello che si percorre è molto panoramica e ricca di meraviglie naturali e storiche.
Stamattina ci dovevamo svegliare prestissimo, la sveglia era alle 6.30 ma la pioggia che sentivamo sbattere sulla tendina ci ha fatto cambiare idea e così abbiamo ritardato la partenza.
La mattinata è iniziata abbastanza nuvolosa con un po’ di pioggerellina, ma nulla di tragico.
Per prima cosa Chiara si è dovuta fare la sua dose di caffè, espresso o brodaglia non importa, quello che importa è un minimo di caffeina altrimenti gli prende il mal di testa (sta drogata).
Siamo poi andati a vedere un forte che risaliva all’età del bronzo, incastonato in un meraviglioso paesaggio montano.
Incredibile la grandezza di questa costruzione tutta realizzata con pietre messe una sopra l’altra a secco, senza uso di cemento, fango o altro, nulla di nulla… e ancora regge, mentre le nostre in cemento armato vanno giù, mahhh!!
Finita la visita il cielo ha iniziato a riaprirsi facendoci vedere nuovamente il sole, che ci avrebbe accompagnato per l’intera giornata.
La costa con il suo mare stupendamente blu, le isole, i pinnacoli e chi più ne ha più ne metta è veramente il tipico paesaggio da cartolina irlandese.
Peccato il traffico nella strada principale, specialmente per i pullman che quando li incontri devi scegliere se schiantarti contro il suo paraurti o cadere giù per il dirupo!!
Se volete un consiglio, prendete le stradine secondarie o addirittura sterrate, eviterete il traffico e vederete, secondo noi, posti ancora più belli di quelli normalmente battuti.
In serata siamo arrivati a Killorglin, dove si sta svolgendo una festa, ed il paese è tutto addobbato con lucine colorate, stile anni 50 da noi, e stendardi, così per goderci di più l’atmosfera abbiamo scelto di dormire in un bed and breakfast qui vicino.
Il puck fair festival è una festa molto caratteristica dove il puck, un caprone, viene messo al centro della piazza con le corna ornate da nastri, in più i pub chiudono alle 3 di notte, cosa particolare visto che la chiusura avviene solitamente intorno alle 23.
La cena, ovviamente in un pub, si è conclusa con una bella fetta di torta di mele in pieno stile irlandese contornata da una pinta di Guinness per Chiara e un bel sidro Bulmers per me che Chiara considera ‘vinellino bianco con gazzosa’, insomma da “omino”.

Le vere terre gaeliche.

Dingle, 14 agosto 2005
La singora del bed and breakfast ci ha preparato proprio una buona colazione, quattro uova, the, caffe, latte, cereali, succo e così via, fino a scoppiare come sempre.
Prima tappa di oggi il parco nazionale di Killarney, dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO.
Siamo arrivati nella cittadina che ancora era presto, circa le 10.00 ma in irlanda i negozi si svegliano tutti tardi, così siamo andati a vedere l’abbazia del paese e tanto bene c’era la messa. Oltre che ad assistere alla cerimonia in inglese con tutti gli abitanti locali, il posto magnifico ed il coro stupendo facevano da sfondo a tutta una situazione incredibilmente particolare. Le chiese internamente sono tutte di pietra grigio scuro con il tetto di legno e mille mosaici che filtrano la luce e colorano il pavimento, è tutto estremamente suggestivo, sembra di assistere alla messa di un film tipo re artù e i cavallieri della tavola rotonda.
Usciti dalla messa il paese si era sveglliato, i negozi erano aperti e si erano riempite le strade di calessi trainati da cavalli, con i cocchieri tipici irlandesi con il cappellino, che trasportano per il parco e per le vie del paese le persone tipo taxi. Anche se sembra una cosa schifosa ma la quantità di cacche di cavallo e fieno per la strada dava ancora di più l’idea di aver preso la macchina del tempo e aver viaggiato indietro chissà quanti anni.
Noi a piedi ci siamo fatti un bel pezzetto di strada, abbiamo visto la Muckross Abbey ed il Ross Castle, siti bellissimi incastonati tra le montagne ed il lago, con tantissimi uccelli che fanno da contorno e si avvicinano a tutte le persone senza ormai più timore.
Ritornati alla macchina ci siamo incamminati, ancora un po’ indecisi sul tragitto verso la Penisola di Dingle.
La penisola di Dingle è poco battuta dal turismo e questo ci ha attirato molto.
La strada per arrivare non presenta grossi problemi, ne di grandezza, ne di avvallamenti, è molto piacevole e lungo la strada si incontrano pure bei posti come spiagge gigantesche per fare surf o verdi terrazzamenti per i pascoli.
Poi Dingle è molto, molto carina, un incrocio tra una città di mare, assolutamente in stile irlandese, e una città montana di Hippy, dove vendono collanine new age, braccialetti ecc.
Si incontrano personaggi stravaganti, come la buffa signora (uomo mancato secondo Chiara) che vendeva i dischi nel micro negozietto e faceva mosse assurde.
C’è poi una chiesetta carina da vedere ma colpisce di più l’albero che si trova accanto ad essa, chiamato albero della trinità, dove i tre tronconi rappresentano la trinità. Il fusto ed i rami sono interamente scolpiti e intarsiati con figure magnifiche.
Dopo acquisti di scioccherie varie e spesa per cena di bisteccona e salsicce da fare al barbeque, con buonissimo (e carissimo) vino rosso del Sud Africa, abbiamo fatto altri 15 chilometri per arrivare in questo campeggio, in cui ora ci troviamo, dove parlano solo la lingua gaelica e l’omino del campeggio ci è venuto incontro con tanto di cappellino alla contadinese irlandese, speriamo di non ritrovarci in mezzo alle pecore e alle mucche domattina al risveglio.


Io, il Barbeque e la Bisteccona

Stephen e la musica di O’Connor’s.

Doolin, 15 agosto 2005
Finalmente ci siamo svegliati presto e siamo riusciti a partire altrettanto presto, tanto che il primo sito che abbiamo visitato era chiuso!!
Il Gallarus Oratory è un oratorio costruito interamente in pietra a secco e conservato in maniera perfetta da circa 1500 anni ed è veramente eccitante entrare all’interno e vedere come si è conservato dopo tutto questo tempo.
Siamo poi tornati a Dingle per la spesa e gli ultimi acquisti veloci in questo grazioso paesino, poi via verso Ennis nella contea di Clare e di chilometri ne abbiamo veramente macinati.
Anche se le distanze sembrano minime, le stradine, i trattori, le pecore ed i maledettissimi pullman, ti intasano e ti rallentano il percorso a non finire.
Per arrivare nella contea di Clare abbiamo deciso di prendere il traghetto, consigliatissimo da tutti gli irlandesi per evitare la intasata e grigia città di Limerick.
Arrivati ad Ennis abbiamo proseguito per le Cliffs of Moher, e per risparmiare tempo sul tragitto abbiamo mangiato in macchina due panini fatti da Chiara mentre guidavamo.
Arrivati alle Cliffs abbiamo visto il parcheggio intasatissimo di pullman e turisti, come era ovvio, e presi dallo sconforto abbiamo tirato a dritto sperando di trovare una altra parte di scogliera libera.
Infatti, un consiglio spassionato, tirate a dritto e parcheggiate lungo la strada circa 300 metri dopo, finita la discesa, olte che risparmiare la bellezza di 8 euro il sentiero che farete vi ricompenserà di gran lunga alla turistica scalinata con passamani che hanno costruito per i turisti.
L’ingresso diciamo che è un pochino abusivo, si passa un cancello, un filo spinato e un muretto con latro filo spinato, ma a guardarti ci sono solo le mucche, che un pochino si incazzano anche loro.
Poi inizia il sentiero, sulla cresta delle scogliere a salire sempre più in alto e sempre più stretto e qui di turisti ce ne sono ben pochi…NON DOVETE soffrire di vertigini, perchè non ci sono appigli, protezioni e il terreno è in condizioni disastrose.
Lo spettacolo è assicurato.
Noi le abbiamo provate tutte…stesi con la testa di fuori, seduti con i piedi a penzoloni…di tutto di più, è proprio assurdo quello che fa fare l’adrenalina!!!
Dalle Cliffs, siamo arrivati nel piccolissimo paesino di Doolin, piccolo ma grande per quanto riguarda la musica, è considerato la “Mecca” della musica irlandese da tutti i musicisti.
L’atmosfera che si respira e le costruzioni in stile fiabesco danno l’impressione di essere arrivati in un posto dove il tempo non si sa nemmeno cosa sia.
Dopo aver piantato la nostra tendina al vicino campeggio, ci siamo incamminati per il piccolo centro dove ci sono fantastici negozi di musica e pub.
Il negozio più figo che abbiamo visto è il Doolin Music Shop, detto anche “the last music cafè for america”, all’interno oltre che servire un caffe molto buono c’è un ottimo assortimento di dischi, ci abbiamo visto cenare anche una star della musica irlandese, tipo Claudio Baglioni da noi.
Poi siamo andati a cenare alle 19.00 al mitico O’Connor’s Pub, dove si sono esibiti quelli che sono diventati i più famosi musicisti irlandesi.
Essendo il locale pieno abbiamo chiesto ad un’anziana coppietta se potevamo sederci accanto a loro e il signore con la barba, un tipo che già si vedeva essere buffo, ci ha risposto che se non vedevamo bicchieri dove volevamo sederci potevamo sederci!
Praticamente luisi è rivelato il tipo più buffo e intrattenitore di tutto il pub, abbiamo attaccato a chiacchierare fino quando non è iniziata la musica e li al nostro piccolo tavolo si sono aggiunti altri due ragazzi del posto, un’altra coppia irlandese, delle ragazze di Torino, una coppia di ragazze tedesche ed una coppia Canadese, eravamo stretti come le sardine in scatola ma sembrava che ci conoscessimo da una vita, ci siamo offerti da bere a raffica, Stephen, il signore buffo con la barba si è scolato solo 7 pinte di Guinness!!!
Era un tipoincredibile, si è alzato ed ha cantato con il gruppo….e come ha cantato, aveva una voce da far paura, poi teneva il ritmo delle ballate irlandesi sbattendo sul tavolo delle monetine, poi con i cucchiai, incredibile.
La moglie invece, sembrava la regina di inghilterra, tutta composta che si scolava i suoi gin tonic e prendeva in giro ridendo a crepapelle con Chiara la signora che gli stava difronte che si sventolava con il ventaglio, forse rideva anche per via dell’alcool che aveva in circolo.
L’atmosfera si è surriscaldata a mille, tra la musica dal vivo, la birra e le danze… si le danze, perchè, incredibile ma vero, una ragazza di torino insieme al nostro tavolo era insegnate di danze irlandesi e si era messa a spiegare i passi ai due ragazzi del posto!!!.
Poi a giro abbiamo dovuto cantare tutti una canzone del nostro paese e noi in crisi come sempre abbiamo sparato un “VOLARE” che tanto tutti conoscono.
E’ stata una delle serate più belle che abbiamo mai passato, indimenticabile!
Poi a pub quasi chiuso, ebbene si abbiamo fatto proprio tardi, siamo andati nel completo buio e silenzio assoluto a dormire, ancora eccitati dalla serata ma rintronati dalle Guinness e gli Irish Coffee.


L’entrata nel paese di Doolin.

Il Burrenn e Galway City.

Spiddle, 16 agosto 2005
In Irlanda “paganini non ripete”, per le isole Aran c’è un solo traghetto, come per tante altre cose, quindi o quello o niente.
Purtroppo se è pieno e se arrivi tardi salti la visita e noi a causa della fiducia che davamo a diverse corse in traghetto per delle isole così belle, non siamo partiti perchè arrivati tardi!!
Pazienza, andiamo a vedere il famosissimo Burren.
E’ un luogo molto affascinante, sembra di stare su di un’altro pianeta.
Le formazioni calcaree sono scavate e modellate in modo assolutamente inconsueto, tra l’altro per contrastro tra le fessure delle pietre escono dei fiori e della vegetazione bellissima, sembra incredibile ma visto da lontano, pensi che siano nati fiori sulla roccia.
Lungo la strada del Burren ci sono tantissimi siti da visitare come, tombe, dolmen, forti e tanto altro.
Le strade interne nel Burren sono così strette che abbiamo quasi dovuto aspettare l’intervento dei pompieri a causa dell’incontro di due pullman letteralmente incastrati nella strada!
Ci siamo diretti poi verso Galway, una città che ha prima vista sembra una mezza schfezza….e ci credo veniamo da Doolin!!!
La parte medioevale interna, invece è molto bella e ricca di negozi, locali per magiare e artisti di strada, tantissimi suonatori e danzatori.
La giornata in se è stata molto tranquilla, ed anche il campeggio che abbiamo trovato nel paesetto di Spiddle, è molto tranquillo.
Spiddle si trova all’inizio della regione del Connemara, che domani inizieremo a vedere, speriamo solo che sia una giornata di sole come oggi.
Concludo la serata con tante belle risate che mi faccio con Chiara ed il suo maccheronico inglese per chiedere le cose, Excuse me, i can? Token, no Wash. Wrong no Wash, Drye!!!


Un tipico muretto divisorio a secco


Le formazioni marziane del Burren.


Un muretto divisorio nel Burren.


Un dolmen millenario.

Connemara sotto la pioggia…

Clifden, 17 agosto 2005
Avevamo visto le previsioni due giorni fa e avevano preannunciato pioggia tutto il giorno. E così è stato. la giornata è trascorsa tutta in una fitta pioggia, nebbia e freddo, praticamente sembrava inverno. Abbiamo girovagato per tutto il giorno senza una meta ben precisa cercando almeno di entrare nei posti più al coperto che trovavamo. Abbiamo visitato la fabbrica di tamburelli irlandesi più famosa, con tanto di laboratorio spettacolare che creava questi capolavori in diretta.
Poi, dopo una tazzona di the e caffe ci siamo messi alla ricerca di un bed and breakfast per dormire, e abbiamo rischiato anche di non trovarlo per via della festa paesana che si sarebbe svolta il giorno seguente.
Alla fine abbiamo trovato un posto molto carino, gestito da una signora anziana molto gentile e simpatica.
Qui abbiamo fatto amicizia anche con Francesca e Luigi, una coppia molto simpatica di Bologna con i quali avremmo poi passato tutta la serata.
Siamo rimasti a chiacchierare nel salottino fino alle 20.30 ora in cui gli irlandesi prendono il the come digestivo per la cena avvenuta circa 2 ore e mezza fa, mentre noi ce lo siamo fatti fare come aperitivo, esatto la signora ce lo ha offerto insieme ai suoi buonissimi pasticcini caldi!!
Dopo cena abbiamo deciso di andare a divertirci in un pub del paese, ed abbiamo assistito ad una serata di musica irlandese molto bella, con tanto di televisione locale che riprendeva l’evento e ha ripreso pure noi!
Abbiamo fatto circa le 1 e quindi tutti a nanna dopo le Guinness e il Sidro insieme agli ubriaconi del posto, che fuori dai pub più alla moda erano solo ragazze!!!!

Connemara sotto il sole…

Ballina, 18 agosto 2005
Non appena svegliati, ci siamo affacciati alla finestra ed abbiamo visto una giornata letteralmente stupenda, il cielo era sgombro da qualsiasi nuvola e limpidissimo.
Le alternative erano due:
a) continuare verso nord e ricordarci il Connemara come l’avevamo visto
b) rifare la strada di ieri per gustarci nuovamente il connemara sotto un’altra luce.
La scelta della lettera b è stata perfetta, infatti ci siamo trovati difronte un paesaggio dove ieri sembrava avessero spento le luci e oggi le avessero accese al massimo.
Mille colori dei fiori, l’azzurro e blu scuro del mare, il giallo delle scogliere ricoperte di alghe, insomma abbiamo visto un paesaggio nuovo, stupendo, forse il piú bello di tutta l’Irlanda.
Salutati Luigi e Francesca abbiamo più o meno ripercorso la stessa strada fino ad un punto in cui abbiamo deviato verso nord, nella contea di Sligo.
Anche il nord ci ha subito affascinato molto con le sue distese disabitate di verdi prati e coltivazioni.
Effettivamente la vita da queste parti sembra la stessa che facevamo noi circa 20 o più anni fa, ci siamo sentiti trasportati indietro nel tempo.
Incredibile ma facendo retromarcia e intasando la strada abbiamo proprio bloccato la macchina di Luigi e Francesca, pensate quant’è piccolo sto posto!
Abbiamo, quindi, continuato il percorso insieme andando a vedere uno dei siti megalitici piu belli d’Irlanda (come diceva la Lonely Planet)… invece era una cosa da intenditori, a noi è sembrato solo un mucchio di terra e pietre senza senso. In più abbiamo rischiato l’arresto visto che quando siamo arrivato il sito era chiuso (le 18.20!!!) e dopo tutti quei chilometri abbiamo scavalcato vari cancelletti per entrare.
In compenso difronte al sito abbiamo visto delle scogliere bellissime.
Dopo aver piazzato la tenda vicino la roulotte di Luigi e Francesca che avevano preso in affito, siamo andati in un pub del paesetto che contava 8.000 abitanti e 60 pub.
Sembra incredibile ma è stata la pioggia a farci decidere su quale pub andare per passare la serata difronte alla solita Guinness.


Valle a nord del Connemara.

Bloccati nella incasinata Sligo!!!

Sligo, 19 agosto 2005
Stamattina la nostra tenda era fradicia, aveva piovuto tutta la notte, ma noi non ce ne siamo accorti, avevamo sonno.
I nostri due amici di bologna sono ripartiti prima di noi, visto che andavano più velocemente perchè dovevano riconsegnare la macchina l’indomani.
Noi in tutta calma siamo ripartiti, abbiamo fatto colazione in un barrettino trucido e poi… la macchina non è più ripartita.. NO COMMENT!!!!
Batteria OK, ma macchina KO, bohhhh!!!
Allora chiama l’agenzia, carro attrezzi e riprepara i bagagli visto che la macchina era diventata una valigia ambulante.
Ci hanno riportato a Sligo, un paese con molti negozi e parecchia vita, ma incasinatissimo dal traffico e lontano dalle bellissime praterie irlandesi.
Andiamo alla Hertz, ma essendo un paesino, siamo stati già fortunati a trovare un’agenzia qui, ma la macchina non c’era disponibile quindi ci dobbiamo fermare un notte qui per tornare alle 13 di domani per il ritiro della nuova.
Inizia quindi il pellegrinaggio alla ricerca di un bed and breakfast e dopo tanti tentativi ne troviamo uno molto carino, almeno questo….
A questo punto dopo esserci riposati andiamo a cena in un pub dove eravamo io Chiara e altri giovanotti di circa 70-80 anni circa.
Stanchi anche di tutto quello che avevamo mangiato (ci hanno portato due porzioni che servivano per sfamare mezza africa, che spreco!!!), siamo andati a letto in attesa di svegliarci per partite il più velocemente possibile da Sligo.

Ancora Sligo, maledetta Hertz!

20 agosto, 2005
Oggi INCAZZATURA MEGA, la compagnia Hertz, RACCOMANDATISSIMA, ci ha detto che ieri forse non avevamo capito ma la macchina poteva non essere pronta per oggi. Dopo varie telefonate della signora e discussioni, non abbiamo voluto andare oltre per non mandare a quel paese la brutta buzza che stava dietro la reception, così rassegnati a stare un’altra giornata nella ora promossa a cessosa Sligo, siamo andati subito a chiedere un’altra notte nello stesso bed and breakfast ed almeno questo era ancora disponibile e molto cortese è stata anche la signora, una persona disponibilissima.
Abbiamo così girato tutti i negozi, i bar, i pub, il fiume e le panchine del paese.
In compenso abbiamo fatto acquisti nei negozi che sono, quasi tutti, molto a buon mercato.
Non abbiamo potuto prendere nemmeno gli autobus per spostarci perchè lo scherzetto ci aveva fatto fare le 15 e a quell’ora fai in tempo solo a fare un tragitto di sola andata.
Ora siamo un pochino spallati nella nostra stanzetta, ma dobbiamo dire che a chiunque servano informazioni su Sligo, siamo diventati dei veri professionisti.
Spero solo che domattina abbiamo la macchina, altrimenti dobbiamo prendere per forza l’autobus per dublino altrimenti non torniamo nemmeno in italia!!!


Il nostro Bed and Breakfast di Sligo.

Newgrange, le lasagne e il cinese

Donabate, 21 agosto 2005
Stamattina sveglia con angoscia della macchina, ci sarà o non ci sarà?
La signora del b&b ci ha fatto telefonare all’agenzia hertz per assicurarci della disponibilità, TUTTO OK!!!
Partiamo con i nostri zainetti di soli 20 kg per fare i quattro chilometri a piedi che dividono il b&b e l’agenzia.
Siamo arrivati distrutti, anche perchè pioveva e ci siamo dovuti bardare da pioggia, con un notevole peso in più addosso.
Ci hanno dato una yaris, carina ma con il bagagliaio microscopico, quindi abbiamo dovuto apparecchiare tutto il sedile dietro.
Appena partiti il traffico del paese incasinato era nullo, fortunatamente è domenica.
dopo tanti chilometri macinati per avvicinarci a Dublino, anzi a Newgrange, ci è venuta una fame terribile e ricordandomi che oggi è domenica mi sono venute in mente le lasagne di mamma della domenica..mmmhhhh.. ho iniziato a stressare Chiara per cercare un posto dove mangiare nei paesini sperduti che passavamo velocemente, poi passando all’interno di un paesetto carino Chiara legge testuali parole dalla lonely planet: Via Domenico, un ottimo ristorante italiano dove le specialità sono le buonissime lasagne, il salmone ed il mille foglie. LE LASAGNE??? Hai letto bene??? Ebbene si, erano veramente squisite anche se servite con contorno di insalata condita con crema di jogurt e patate fritte, mahhh!!!
L’unica cosa che abbondava era l’aglio, considerando che come antipasto abbiamo preso il Garlic Bread, non potevamo lamentarci. Siamo rimasti sorpresi anche del conto…stranamente basso.
Ripartiti a panza piena siamo dopo poco arrivati a newgrange, un sito megalitico bellissimo ed estremamente affascinante. L’unica delusione è che ti fanno fare solo percorsi turistici, noi ci aspettavamo qualche cosa di più selvaggio e visitabile.
Ci siamo quindi avvicinati a Dublino rischiando di non trovare da dormire, si era fatto tardi.
Invece abbiamo trovato un b&b in stile marinaro, su un posto assurdo, sembrava di essere sperduti chissà in quale baia, ma dalla finestra della camera si vedevano le mille luci di Dublino.
Ci siamo resi conto di non avere nulla da bere per la sera e l’unico posto dove avevano del cibo e delle bevande nei dintorni era un ristorante CINESE!!! Ma vi rendete conto, qui non c’è niente ma i cinesi sono riusciti ad arrivarci. Il ristorante è veramete mega, le signore cinesi ci danno il menù e ci accorgiamo che i prezzi sono il qudruplo rispetto che nei nostri ristoranti cinesi, ammazza sti strozzini!!!
Allora prendiamo involtini primavera e cipolle, che dovevano essere fritte ma invece non ci avevamo capito niente, e da bere, fondamentale.
Poca roba da mangiare perchè già avevamo in mente di cucinare con il fornello in camera una bella minestrina.
Montato il fornello ci siamo accorti, che in camera c’era l’antincendio, quindi rimaneva solo una soluzione cucinare nel bagno!!! E così è stato, Chiara si è chiusa in bagno con il fornello in terra e l’aspiratore acceso, una scena veramente comica!
Finalmente a nanna in attesa di domani mattina per il ritorno a casa…purtroppo.


Il nostro ultimo b&b vicino dublino


Chiara alle prese con il suo zaino

Il ritorno…

Casa, 22 agosto 2005
Ultima colazione in stile FULL IRISH del viaggio. Il signore del b&b è una persona estremamente gentile e disponibile che mentre mangiavamo si è messo insieme a noi a farci mille domande.
Poi, in dieci minuti circa, siamo arrivati all’aeroporto dove riconsegnata e ripulita la macchina ci siamo diretti, piano, piano all’aeroporto.
A Roma finisce la nostra avventura Irlandese.

Ci porteremo a casa sensazioni bellissime cariche di paesaggi, musica, prati verdissimi, scogliere mozzafiato, mucche e pecore al pascolo, un mare fantastico ma sopratutto delle persone eccezionali, forse proprio loro la particolarità più bella di questo paese indimenticabile.
A… dimenticavo… non ci abbandonate, tra poco saranno online le foto, quelle serie, e il filmato della regista, oltre che il Carnet di viaggio, scritto da Chiara sul suo Moleskine.

Viaggi

    2 Risposte a “Irlanda, l’isola di smeraldo”

    1. Simone says:

      Mi è piaciuto molto seguire il vostro viaggio on line, sicuramente le cose che avrete scritto mi saranno utili per il viaggio che farò in irlanda prima o poi.
      ciao

    2. milena says:

      bellisime foto! grazie per avermi fatto rivivere la mia bellissima vacanza in Irlanda…penso sia una terra magica!

      :o)