Made in China – Nel magico Yunnan a Shuhe

Set 22, 2014 1.202 visite

Venerdì 19 settembre

La sveglia suona inesorabile alle 5.00, un nuovo volo, anzi ben 2 ci porteranno nello spettacolare Yunnan. Una metà sognata da anni, nella natura e semplicità dei luoghi più remoti e autentici della Cina. 
Arriviamo all’aeroporto in taxi, ci vogliono circa 40 min. C’è tantissima fila, sia al check-in, sia al controllo bagagli, speriamo bene abbiamo veramente poco tempo. Tutto fila liscio e a pochi minuti dall’imbarco siamo al gate. Il primo volo ci porta a kunming in un’oretta e mezza e da qui dobbiamo recuperare i bagagli, fare un nuovo check-in e prendere un altro aereo per Lijinag, il tutto in pochissimo tempo, il rischio di perderlo è alto. In realtà tutto va per il meglio, ci fanno fare l’imbarco, saliamo sul pullman per andare all’aereo, ma poi cosa assurda, ci fanno scendere e tornare al gate, c’è un problema all’aereo! Ritarderà un’ora. Visto l’inconveniente ci danno il pasto da consumare al gate. Sarà che i cinesi mangiano velocissimi sarà che noi, vuoi per abitudine, vuoi per l’uso delle bacchette, siamo lenti, ci chiamano per l’imbarco e abbiamo ancora quasi tutto da mangiare. Un po’ dispiaciuti ci imbarchiamo. 
Dopo una quarantina di minuti, siamo a Lijiang. 
Questa volta ad aspettarci c’è il tassista dell’alloggio. Che bello poterci rilassare e non dover provvedere da soli a prendere i mezzi, a volte, soprattutto se stanchi, non dispiace per niente. 
Arrivati allo Bruce Chalet, a Shuhe, un piccolo villaggio, a 4 km da Lijiang, rimaniamo incantati, immerso nel verde più assoluto, nella pace e tranquillità, senza alcun rumore se non qualche cane. Lo Chalet è immerso in un giardino rigogliosissimo e proprio davanti la nostra stanza c’è un mini laghetto con i pesci rossi. È a conduzione familiare e la ragazza ci accoglie con un buon tè dello Yunnan, il migliore al modo, biscottini e frutta. Ti fanno sentire calore ed ospitalità. Dopo esserci rilassati in questo posto idilliaco e con la gioia negli occhi, ce ne andiamo a fare un giretto al centro del paesino.

Una vera chicca, pochissima gente e pochi turisti. Tutte le vie hanno la pavimentazione risalente al periodo delle carovane che percorrevano la via del tè. Forse con i cavalli era un conto, ma percorrerli in auto è una follia, sembra che da un momento all’altro, date le forti vibrazioni, possa cadere a pezzi. Le abitazioni del paese sono tutte in legno e ognuna al piano terra ha un bazar. Dal numero di negozietti di souvenir e dalle carrozze con i cavalli, ci rendiamo conto che anche questo vive di turismo, ma è comunque molto soft e piacevole. Trascorriamo tutto il pomeriggio qui è visto che non abbiamo pranzato intorno alle 19 ci mettiamo alla ricerca di un posticino; per fortuna, alle 20 praticamente iniziano a chiudere e alle 20.30 il paese è quasi deserto. 
Veniamo attratti da una ragazza che nel suo ristorantino sta preparando degli invitanti ravioli con pasta di riso e verdure. Ci sediamo e li ordiniamo, buonissimi… ma AGLIO puro! Credo che il ripieno fosse una minima quantità di una verdura e la maggior parte fosse aglio. Va bè pazienza. 
Un po’ agliosi, ma tanto qui non ci fa caso nessuno, andiamo a vedere uno spettacolo nella piazza principale. In realtà non è un vero spettacolo, ma una danza collettiva intorno ad un grande fuoco. C’è tantissima gente che balla in cerchio, probabilmente balli popolari, comprese delle persone con abiti tradizionali. La piazza è carica di energia e vitalità. 
Carichi anche noi della bella giornata, ci andiamo a rilassare al nostro chalet. 
Ah…. piccola nota negativa della zona…. ci sono dei ragnoni enormi!

di Chiara

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