Yerba Mate dagli amici de la Poderosa

Lo Yerba Mate e Chiara

Prima di tutto vogliamo ringraziare Veronica e Franco per averci permesso di gustare un piccolo assaggio di Argentina a casa nostra e poi per averci fornito tutto il necessario per continuare il rituale dello Yerba Mate anche in loro assenza.

Con Veronica e Franco ci siamo conosciuti in Perù e da li è nato il dibattito tra il mate de coca e lo yerba mate, non mi ricordo bene quale è stato il vero dibattito ma mi sembra sul discorso della parola mate, usata erroneamente per la coca perchè solo lo yerba mate si chiama mate… mi sembra ma non ci giurerei.

Comunque ora dopo una piccola lezione sul cosa/come si usa lo yerba mate, anche noi ora possiamo tranquillamente farci delle belle “tisane” di quest’erba dai notevoli benefici. Infatti siamo stati gentilmente forniti da Franco e Vero del porongo (mi sembra si chiami così), della bombilla e dell’erba.

Il porongo è un recipiente realizzato con una zucca, (oppure in legno o metallo) che viene usato sia per preparare l’infuso, sia per berlo. Quando si compra un mate nuovo è necessario che venga “curato”, prima di essere utilizzato. Noi l’abbiamo “curato” bene, bene prima di usarlo secondo le istruzioni di Veronica.

La bombilla è una specie di cannuccia di metallo, che da un lato ha l’imboccatura e dal lato opposto un filtro per impedire alle foglie di erba mate di entrare nella cannuccia stessa.

Lo yerba mate sulle Ande è noto per gli effetti benefici contro il soroche, il mal di montagna. Il consumo di mate ha effetti diuretici, calma l’appetito dando una sensazione di sazietà e riduce l’affaticamento.

Anche se ancora non siamo stati in Argentina, ci pregustiamo il nostro mate dentro casa, perchè andarci in giro per strada da noi in Italia farebbe un po’ strano, in attesa chissà in futuro di andare a trovare Veronica.

Lo Yerba Mate e Veronica

Veronica, la nostra insegnante argentina

Lo Yerba Mate

Ed ecco il mate pronto da bere

Lo Yerba Mate e la fantastica bombilla

 Ma non è fantastico il porongo con la bombilla, pensare che è una zucca

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